Lo stalking giudiziario

Riportiamo l’articolo di Paola Fuggetta, componente del direttivo Prov.le  Siulp-Torino, pubblicato sull’ultimo numero di “Orizzonte Sicurezza”:

Con il D.L. nr. 11 del 23 febbraio 2009, convertito nella L. 38/2009 è stato introdotto nel nostro ordinamento giuridico l’articolo 612 bis del Codice Penale che disciplina il reato di “atti persecutori”: “ Salvo che il fatto costituisca più grave reato, è punito con la reclusione da sei mesi a quattro anni chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita. La pena è aumentata se il fatto è commesso dal coniuge legalmente separato o divorziato o da persona che sia stata legata da relazione affettiva alla persona offesa.
La pena è aumentata fino alla metà se il fatto è commesso a danno di un minore, di una donna in stato di gravidanza o di una persona con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, ovvero con armi o persona travisata.
Il delitto è punito a querela della persona offesa. Il termine per la proposizione della querela è di sei mesi. Si procede tuttavia d’ufficio se il fatto è commesso nei confronti di un minore o di una persona con disabilità di cui all’articolo 3 della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonché quando il fatto è connesso con altro delitto per il quale si deve procedere d’ufficio.
Fino a quando non è proposta querela per il reato di cui all’articolo 612- bis del codice penale, introdotto dall’articolo7, la persona offesa può esporre i fatti all’autorità di pubblica sicurezza avanzando richiesta al Questore di ammonimento nei confronti dell’autore della condotta. La richiesta è trasmessa senza ritardo al questore. Il questore, assunte se necessario informazioni dagli organi investigativi e sentite le persone informate dei fatti, ove ritenga fondata l’istanza , ammonisce oralmente il soggetto nei cui confronti è stato richiesto il provvedimento, invitandolo a tenere una condotta conforme alla legge e redigendo processo verbale. Copia del processo verbale è rilasciata al richiedente l’ammonimento e al soggetto ammonito. Il Questore valuta l’eventuale adozione di provvedimenti in materia di armi e munizioni.
La pena per il delitto di cui all’articolo 612 – bis del codice penale è aumentata se il fatto e commesso da soggetto già ammonito ai sensi del presente articolo. Si procede d’ufficio per il delitto previsto dall’articolo 612-bis del codice penale quanto il fatto è commesso da soggetto ammonito ai sensi del presente articolo. Qualche volta capita che lo stalker si descriva falsamente come vittima e presenti denunce contro la vera parte offesa accusandola dei più svariati reati con l’intento di arrecargli un danno psicologico, un danno di immagine e stante la denuncia anche un danno giudiziario. All’uopo i giuristi hanno coniato il nuovo termine “stalking giudiziario” . E’ lo stalking nello stalking, che crea nella vera vittima una profonda umiliazione, la paura di non essere creduti, la sensazione di aver perso il controllo della propria vita.
Lo stalker, che trae godimento nel vedere la vittima impaurita, pone in essere la condotta della molestia e/o minaccia in modo vile, facendo uso della stessa normativa che colpisce proprio quel tipo di comportamento. La valutazione del fondamento nel caso dell’ammonimento e le indagini di polizia giudiziaria per le denunce/querele per lo stalking vengono svolte con molta cura esaminando tutti gli aspetti, compresa la possibilità che si tratti di “stalking giudiziario”. La calunnia può essere una manifestazione estrema della persecuzione. I persecutori hanno un disturbo della personalità, qualcuno è affetto da vere e proprie patologie psichiatriche. La legge prevede il sostegno per le vittime attraverso i centri antiviolenza mentre nulla è stato pensato per la cura dei persecutori.
In Italia il provvedimento dell’Ammonimento si è dimostrato efficace in quanto la maggior parte dei persecutori ha cessato l’attività molesta e/o minacciosa, si è arresa di fronte all’intervento delle istituzioni; non dimentichiamoci che questi stalkers, eccezioni a parte, sono capaci di comprendere ed uniformasi al contenuto della diffida o al dispositivo del giudice. Non bisogna avere timore di denunciare o richiedere l’ammonimento perché è l’unico modo per far cessare gli atti persecutori.
Il legislatore ha introdotto gli articoli 282 ter e 282 quater del codice di procedura penale al riguardo delle misure di divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla persona offesa, ai prossimi congiunti e persone legate affettivamente, al divieto di qualsiasi forma di comunicazione, e alla segnalazione all’autorità di p.s. ai fini dell’eventuale adozione dei provvedimenti in materia di armi e munizioni.

 

tratto da http://www.torinosiulp.it/index.php?option=com_content&task=view&id=1676&Itemid=92

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